Tumore del seno e stato degli ormoni

Tumore del seno e stato degli ormoni

3 Gennaio 2019 0 Di Feliciano Banotti

 Mosaico ormonale e scala orgasmica

 L’organismo umano è intessuto di un fittissimo sistema di scambi di informazione tra cellula e cellula ed i messaggi che continuamente viaggiano sono gli ormoni, i quali attivano situazioni molto ben organizzate in sensazioni e reazioni. I cosiddetti messaggi sono ormoni, molecole e grappoli di atomi legati tra loro che diventano efficaci se vengono trasmessi e portati a destinazione correttamente; un lavoro che va dalle cellule che li elaborano ai sistemi che li trasportano, alle molecole che li ricevono, e che informano il nostro mondo interno.

Messaggeri chimici

Questi messaggeri chimici permettono anche ai neurotrasmettitori cerebrali di tradurre il desiderio in risposta erettiva e lubrificativa. Tali messaggi devono essere recepiti correttamente perchè se il sistema di comunicazione viene ostacolato nel corretto flusso di informazioni, il corpo si dissesta e si sta male. Quando i messaggi diventano più confusi o vengono compresi a metà si va incontro ad una perturbazione del sistema endocrino che causa una stasi, cioè un arresto grave della nostra attività funzionale.

La vita del corpo è infatti composta da messaggi che non sono mai arbitrari, ma sono collegati alle funzioni corticali e subcorticali, le quali vengono puntualmente informate dello stato degli organi da “spie” distribuite lungo tutto il territorio fisico. E’ chiaro che se questi messaggi si intrecciano in modo ben coordinato e le molecole modulatrici raggiungono le finalità volute   il corpo mantiene ordine nei segnali; se invece il loro funzionamento viene per qualche motivo ostacolato, l’omeostasi (cioè l’equilibrio fra i cellule, vari organi e apparati) si altera. La mancanza di sintonia tra messaggi e raggiungimento delle finalità   determina uno stato di sofferenza. Il nostro corpo non può affatto prescindere dal complesso dei messaggi in cui siamo immersi e dobbiamo rispondere adeguatamente alle stimolazioni ricevute, altrimenti si generano stimoli ormonali anomali.   Quando i messaggi di risposta sono deboli, sbiaditi e non commisurati ai compiti richiesti il nostro corpo-archivio diventa un deposito di molecole disordinate.

Il piacere.

Il piacere (sensazione trasmessa dalle endorfine) è un’alchimia provocata da una articolata esplosione di messaggi positivi,   rappresenta un mutamento di stimoli e di stato del corpo attraversato da un bisogno di “espandersi” verso l’altro; ciò che determina una speciale tensione: il desiderio.   Nelle varie fasi del desiderio alcuni ormoni si indirizzano verso i seni (anche quelli degli uomini!) che si inturgidiscono facendo erigere i capezzoli, mentre la vagina pilotata dalla clitoride inizia ad espandersi culminando nel raddoppio del diametro interno durante la fase massima di eccitazione.   L’utero si solleva entro la cavità uterina aumentando il ritmo cardiaco, e la respirazione si fa più veloce. I muscoli si tendono e contraggono.

L’orgasmo

Nel primo stadio il desiderio femminile si manifesta con segnali di rigonfiamento delle grandi e piccole ali vulvari e della clitoride (sensibilissima al tatto) che è l’unico organo che produce quell’accumulo di tensione eccitativa che porta all’orgasmo (e cioè il rapido aumento del flusso di sangue nel sistema circolatorio, con conseguente umidificazione della vulva e dilatazione della vagina).

Il secondo stadio dell’eccitazione determina la dilatazione del vestibolo vulvare e del secondo anello vaginale.

Nel terzo stadio, l’eccitazione dilata il “terzo anello della vagina”, ciò che consente di raggiunge il cosiddetto climax (cioè la fase massima del desiderio); in questa fase la parte interna della vagina si apre ad imbuto e la parte esterna del vestibolo vaginale si restringe per trattenere il pene durante lo strofinamento.     Si dice spesso che non ci sono segnali visibili dell’eccitazione femminile.   No è affatto vero!   L’apice della dilatazione vaginale viene segnalato dal ritrarsi della clitoride, che scompare al tatto;   un segnale che va rilevato e rispettato perchè il suo trascinamento verso l’interno coincide con il trascinamento verso l’alto del corpo uterino e della cervice (che si allontana dal lago di Klug); questo dinamismo segnala la disponibilità a ricevere il pene, il quale soltanto in quel momento potrà essere accolto armoniosamente, senza abrasioni delle membrane vaginali.   Contemporaneamente il tratto esterno della vagina si ridurrà di diametro per avvolgere e trattenere il pene durante l’accarezzamento della vagina.

Il ritrarsi della clitoride   modifica infatti la forma della vagina, che da “cono clitorideo” si ribalta in “cono cervicale”; condizione che segnala la avvenuta coincidenza tra i vari processi di interazione fisiologica tra desiderio e disponibilità.

Questi movimenti (qui appena tratteggiati) segnalano i ritmi dell’eccitazione femminile che corrispondono alle varie fasi dell’erezione maschile, senza le quali non si potrebbe raggiungere l’orgasmo. Dunque clitoride e vagina attraverso vari toni e movimenti prospettano il momento in cui un’incontro genitale può aver luogo, in dipendenza del massimo gradimento espresso dalla donna;   o al contrario, afferma che l’azione deve essere interrotta, perchè in lei ha preso corpo il rifiuto o la repulsione.   Interruzione che non avviene quasi mai, dato che l’uomo impone atti invasivi.    Masters & Johnson confermano che una penetrazione nella fase di plateau è la chiave di volta della possibilità di esprimere l’intensità orgasmica; coincidenza che nell’ accoppiamento mette in funzione sia nella donna che nell’uomo l’ipotalamo, l’ipofisi e la ghiandola pituitaria (che libererà l’ossitocina: “l’ormone dell’estasi”).

Bisogna quindi che l’universo maschile impari che gli organi genitali aprono il corpo alla verità sull’intimità desiderata, perchè vivere sessualmente dipende soprattutto dall’interpretazione di tali segnali, dall’aderire ai loro ritmi e dalla capacità di apprezzarli. Dinamiche che ancor oggi vengono banalizzate mentre nei corpi accade qualcosa di grandioso su cui si deve far luce con attenzione. L’assorbimento del pene dovrebbe infatti dipendere esclusivamente dal livello di   eccitazione della femmina, così come il mondo dei mammiferi ci conferma.

Vaginismo

Tra i mammiferi difficilmente il maschio   impone se stesso con penetrazioni forzose; è la femmina a selezionare il partner ed i maschi del gruppo non reagiscono aggredendola o scavalcandola, manifestano la competitività solo nel corteggiamento. L’uomo ha invece ribaltato tali caratteri biologici imponendosi brutalmente. Ne consegue che ginecologi e sessuologi sono giunti alla conclusione erronea sui processi, codificando come malattia il vaginismo. Arbitrariamente, una manifestazione intelligente del corpo viene trasformata in malattia psicosomatica femminile attribuita a paure e impotenze sociali mai oggettivamente dimostrate. Invece la vagina è un organo selettivo insostituibile perchè sintetizza e ritma l’intero processo delle emozioni; il vaginismo è quindi la risposta di un corpo che amalgama tutti i sensi, li decifra esplicitando la scelta o il rifiuto…   Non solo verso un aggressore   ma anche verso chi si propone in modo abitudinario, sciatto, insignificante (come spesso avviene nella coniugalità distruttiva).        In tal modo l’uomo   imbriglia il desiderio e cerca di liberarsi velocemente dalla sua intensità; ne consegue che l’economia del gesto penetrativo fa perdere all’uomo la forza creativa delle emozioni, provocando l’ impotenza.   Ed è su quel vuoto pulsante che l’uomo deve rinascere, perchè l’incontro sessuale deve produrre significati originali, altrimenti la caduta del desiderio avanzerà.

La scoperta degli oncogeni nelle ricerche sulla cellula neoplasica ha capovolto l’impostazione degli studi sulla virologia cancerogena;   mentre in passato si transitava dal virus per attribuirgli le cause dell’impazzimento della cellula, oggi si indaga sulla biologia molecolare della cellula per scoprire quale sia lo stimolo che determina la sua trasformazione “maligna”. Se gli oncogeni sono espressione di un imprinting filogenetico del DNA, perchè non capire che essi possono anche essere attivati da stimoli psichici che in concordanza di fase ne “risvegliano” il substrato?   Quando si parla di stili di vita, perchè non prendere in considerazione la direzione psichica ma soprattutto la mentalità affettivo-sessuale di una popolazione?   Perchè non prendere in considerazione il diffuso “inquinamento” prodotto da una parte da uomini privi di confini e dall’altra da donne che si perdono in rapporti distruttivi, lasciandosi depredare persino della propria salute?

Sta di fatto che nessuno vuol rilevare questa dimensione non più oscura dello stupro, nè individuarne la sua connotazione psichica e tantomeno evidenziare le conseguenze di questo   conflitto, che manda in frantumi la salute.   Quali sono le conseguenze di una ‘”eccitazione malata” nella donna che, attraverso l’affetto si arrende nel matrimonio a coiti mortificanti, condensando nei fatti la sconfitta totale del suo corpo?     Non è vero forse che il corpo così depredato marca negativamente anche la struttura delle cellule.   Parliamo quindi del ruolo dei nostri ormoni.

PROGESTERONE

Il progesterone è uno stimolatore che esercita spiccati effetti secretivi sia delle ghiandole che del sistema circolatorio e nervoso; è un ormone che ha diverse funzioni: si produce nel corso dell’ovulazione mestruale, durante la gravidanza induce il rivestimento uterino (placenta) a secernere fluidi nutritivi dell’ovulo.   Quanto al seno (che nella fase premestruale accumula liquidi in coincidenza con l’aumento degli estrogeni e del progesterone) quando l’ovulo non si insedia avviene un processo di decongestione delle sostanze in sovrappiù attraverso il sistema linfatico che filtra i liquidi mammellari. Tuttavia, mentre le mestruazioni indicano che il livello degli ormoni è disceso (sfaldamento endometrio), il processo che coinvolge il seno non è quello di scartare sostanze ma di riassorbirle tutte attraverso il sistema ghiandolare linfatico.

La ghiandola mammaria è composta da 12 a 22 lobi, ghiandole distinta con un proprio dotto escrettore; l’asse del fascio vascolo- nervoso è rappresentato dall’arteria ascellare. I collettori ascellari ricevono più del 75% della linfa totale della mammella.   Il seno è considerato un organo-bersaglio poichè durante lo stimolo sessuale presenta fenomeni di vasocongestione aderenti sia alla fase iniziale del desiderio (arrossamento cutaneo che accentuerebbe persino il disegno venoso della mammella) che nella fase di platform (ipertono da congestione vascolare profonda). Ho cercato inutilmente nei testi di ginecologia notizie sulla vaso-congestione dovuta all’eccitazione ed il percorso della detumefazione post-orgasmica (attraverso le vie vascolari del deflusso): non ve ne sono.

Cancro della mammella

Flusso e deflusso emodinamico non sono identici nelle modificazioni, perché il volume ematico si riduce precipitosamente nell’orgasmo. Se è vero che l’ultimo fenomeno a scomparire nella fase postorgasmica è quello vasomotorio del circolo venoso di Haller – cioè le vene del capezzolo e dell’areola – come mai non si trovano elementi capaci di definire l’importanza della “scarica” orgasmica nel drenaggio linfatico della mammella, ma anche per l’intero sistema circolatorio? Numerosi medici affermano che progesterone ed estrogeni sono elementi che si controllano a vicenda: quando uno si innalza l’altro si abbassa; affermano che il cancro della mammella è estrogeno-dipendente; che succede allora se viene a mancare la contrazione riflessa orgasmica? Essi hanno rilevato la combinazione tra estrogeni e progesterone nella crescita e sviluppo dell’epitelio mammario, sanno che la follicolina incrementa i canali galattofori ed il progesterone gli acini escretori; affermano che il progesterone sembra essere l’agente che blocca in seguito la loro funzione, ma non ci parlano mai del ruolo della contrazione orgasmica sul seno. Ho rintracciato un breve riferimento al fatto che nel fluido cistico da pazienti affette da mastopatia era stata individuata una unica specifica proteina che fissa il progesterone; tuttavia – con mia sorpresa – non è stata determinata la sua funzione.

Nei testi consultati ho trovato scritto “potrebbe darsi” che per influenza degli estrogeni si sviluppino soprattutto i canalicoli del seno e “può darsi” che per influenza del progesterone si sviluppino soprattutto gli alveoli secretori, mentre alcuni ricercatori negano che l’estrogeno sia fattore di causa del carcinoma mammaria (è stata rilevata un’incidenza del 30% di estrogeno-dipendenza).   Di conseguenza si suggerisce di evitare gli interventi mutilanti nelle pazienti in menopausa, le quali non hanno più stimolazioni ormonali del tessuto mammario essendo il seno interamente ormai quiescente.

Sta di fatto che l’interazione estrogeni-progesterone-prolattina nella genesi del cancro mammario è ancora del tutto sconosciuta; esiste invece una fisiologica azione della prolattina e degli estrogeni nel tessuto mammario.   Alti livelli cronici di prolattiva evidenziano un alto rischio di tumori, ma anche questa correlazione non viene confermata. E’ invece confermato che il 60% dei tumori con recettore estrogenici hanno anche specifici recettori progestinici nel citoplasma;   comunque il fattore che stimola i recettori estrogenici nel citoplasma è sconosciuto, così come devono essere ancora definite le loro influenze sulle cellule mammarie.

Non sono ancora state svolte investigazioni profonde nell’area delle interazioni ormonali sull’epitelio mammario. Il fenomeno vasomotorio interessa tutta la ghiandola mammaria ed è l’ossitocina a stimolare gli elementi epiteliali per lo svuotamento degli acini. Tuttavia, mentre viene riconosciuto l’effetto di equilibrio svolto da ossitocina e adrenalina sulle strutture alveolari all’atto dell’espulsione del latte, non sorge nessun interrogativo sull’effetto dell’ossitocina nella biosintesi orgasmica.

Questo fenomeno vasomotorio (che interesserebbe tutta la ghiandola mammaria con spiccata detumefazione della rete linfatica) appare soltanto in questi anni perché le donne partecipano ormai all’eccitazione, un patrimonio del corpo anchilosato e mai realizzato prima d’ora. Eccitazione che produce la vasocongestione mammariaì che viene poi minata dal fallimento anorgasmico, inibendo l’attività contrattile; con conseguente sull’ingorgo nella comunicazione tra arterie, vene e vasi linfatici.

Nel I906 Stiles e Handley studiarono per la prima volta la diffusione del cancro mammario e la disseminazione neoplastica attraverso i vasi linfatici; e soltanto nel I959 è stato possibile studiare la rete linfatica del seno fino ai linfonodi regionali.   La rete linfatica è formata dai rami venosi (che appartengono alla cute) e da una rete di capillari che prende origine dalla ghiandola mammaria.   Sappiamo che i dotti linfatici accompagnano i vasi sanguigni del seno e si dirigono ai varii gruppi dei linfonodi con marcata prevalenza verso quelli ascellari (che ricevono più del 75% della linfa totale della mammella); ma allora   perchè è stata   ignorata la funzione dell’orgasmo, come “via” del deflusso linfatico? Perchè gli oncologi considerano i nodi linfatici ascellari tanto importanti per mantenere l’immunità della diffusione del tumore, tanto che negli interventi demolitori cercano di conservarli? E perchè non individuare la mancata risoluzione orgasmica come causa che altera la loro funzione?

Per capire che cosa si deve intendere per prevenzione bisogna innanzitutto abbassare il livello di rimozione scientifica dell’orgasmo femminile, e di tutte le erronee interpretazioni sulle presunte loro inibizioni e sulla falsificazione del valore dominante dato alle azioni di risposta alle attese maschili. Ma soprattutto si deve demolire il concetto circa l’attitudine delle donne ad attribuire preminenza all’affettività rispetto all’orgasmo.   Perché non far sapere alle donne che al momento dell’escursione orgasmica ossitocina, dopamina prostaglandine prolattina endorfine ed altri ormoni aumentano nel nostro plasma, rinforzando la guaina mielinica delle cellule?

L’equilibrio ormonale influenza tutto il sistema immunitario è quindi l’orgasmo ha sicuramente una funzione immunologica che ristabilisce tale equilibrio ed è l’unico comportamento che può portare a compimento anche il drenaggio dei liquidi nei tessuti della mammella. In assenza di orgasmo, si incrina il sistema di informazioni cellulari e si rompe un “meccanismo” del corpo che con il passare del tempo rende l’agire del sistema linfatico sempre più difficile, tanto che la congestione diventa cronica; i liquidi restano intrappolati nei dotti e formano sacche (cisti o noduli) che i medici non considerano dannosi.   Invece lo sono poichè nell’80% dei casi si verificano indurimenti. Il riflesso del drenaggio orgasmico sull’apparato mammario è importantissimo, ma non viene indagato; mentre le ghiandole linfatiche dell’ascella svolgono un’opera di decongestione, un’azione antinfiammatoria ed immunitaria sia del seno che delle braccia. L’orgasmo è l’unica strategia biologica globale di drenaggio linfatico.

Finora il tumore è stato combattuto con radiazioni e bisturi,   che funzionano devastando il corpo, mentre viene ignorata del tutto la funzione immunitaria dell’orgasmo, che ha la funzione di tutelare l’ordine cellulare. Ogni cellula è programmata in un determinato modo rispetto alla funzione che deve svolgere; tale intelligenza risiede nel DNA che si presenta come una spirale nella quale ogni maglia è sede di un messaggio cellulare. Basta che una maglia impazzisca perchè la cellula inizi a deviare dalle leggi della sua “intelligenza” genetica. Quindi, esiste nel nostro corpo “un sistema di sorveglianza” della attività delle singole cellule e dei loro processi. Ma allora: che cosa fa perdere alle nostre cellule superspecializzate del sistema immunitario la loro capacità attiva?

I geni onconosoppressori hanno il compito di controllare le funzioni dell’oncogene, evitando che si sviluppi un’iperproduzione cellulare; quando questo dinamismo viene ostacolato dall’assenza di orgasmo inizia il processo tumorale perché altera la tutela plasmatica delle cellule (le quali impazziscono ostacolando il grande ed il piccolo circolo). Ciò che rende difficili gli scambi cellulari con possibilità che si formino masse anomale.

Tumori del seno e dell’utero

In assenza di orgasmo la parete cellulare non è più ricettiva ai segnali regolatori del corpo,   quindi il metabolismo si incrina e si verificano intossicazioni ormonali ed infiammazioni che traggono origine da spasmi muscolari,   proprio perchè il tessuto ed il corpo non riescono a rilassarsi.   E’ quindi probabile che esista un nesso stretto tra tumori del seno e dell’utero (salvo casi di origine genetica) ed il dissesto generato dall’anorgasmia, dato che la contrazione è una condizione da cui dipende il destino biologico della persona. Il riflesso del drenaggio orgasmico sull’apparato mammario è importantissimo ma non viene indagato; mentre le ghiandole linfatiche dell’ascella dovrebbero svolgere un’opera di decongestione, antinfiammatoria ed immunitaria sia del seno che delle braccia.   L’orgasmo è l’unica strategia globale di drenaggio linfatico.

E’ appariscente come la scienza cancelli in ogni dove la sua fenomenologia.   Che cosa succede dopo una eccitazione non risolta? Quale conversione si attiva verso i 52 o più ormoni attivati dall’eccitazione? Se i varii ormoni prodotti non vengono riassorbiti e continuano a migrare contrastando la naturale legge fisiologica, quali effetti ha la loro incidenza cumulativa sul secreto endocellulare? Perchè si formano nella mammella piccoli depositi di sali di calcio, microcalcificazioni che fanno degenere le cellule (anche se sono considerate spessissimo “benigne” )?

La via del deflusso venoso della mammella cioè il suo linfodrenaggio o assorbimento è o no ascrivibile all’orgasmo? Come avviene il riassorbimento (clarence) del meccanismo attivato dai precursori androgeni? QUALE E IL RUOLO DEI REGOLATORI METABOLICI? Viene definito metabolic clearance rate il volume di plasma o sangue per unità di tempo nel quale un ormone è irreversibilmente rimosso.  Perchè i medici ignorano che il grande magma meraviglioso dell’attrazione è segnato da un complesso giuoco ormonale sincronizzato da un perfetto sistema chiamato “ritmo biologico”?

Perchè il prof. Dulbecco parla di una terapia genica dei tumori, cioè della costruzione di un gene per potenziare l’azione di difesa? Il Tamoxifen usato nella terapia del tumore mammario non è forse una terapia biologica che modifica il comportamento delle cellule alterate dall’anorgasmia?

In un servizio sull’oncologia, Monica Marcenaro scrive su Il Giornale del 18 gennaio scorso che nel Texas il Centro Aderson   sta sperimentando la terapia di forme avanzate di tumore dell’endometrio attraverso il mifepristone contenuto nella pillola abortiva RU486. Secondo il coordinatore dello studio Prof. Luis Remondetta essa è efficace nelle forme di tumore in cui le cellule malate sono sensibili all’ormone della gravidanza: il progesterone. Che è anche uno dei precursori orgasmici, aggiungo io; dunque, nel braccio di ferro tra ormoni il progesterone agisce come tumor soppressor.

Inoltre, se la scomparsa degli estrogeni in menopausa viene risolta con terapia sostitutiva (contro osteoporosi insonnia e vampate) perché non è stata rilevata la mancata produzione dell’ossitocina, dopamina ecc. a causa di uno stile di vita fondato lungo tutta l’esistenza sulla privazione della regolazione orgasmica? Anni vissuti in uno squilibrio ormonale innaturale….   Io attribuisco persino “il silenzio storico” delle donne ad un silenzio da inibizione orgasmica!

Controversie scientifiche sul tumore del seno

Ogni anno ricevo le lettere dell’Associazione italiana per la Ricerca sul Cancro; l’ultima ricevuta nel  novembre 1998 riporta una frase di Honorè Balzac che non non ripeto perchè Balzac non amava le donne ma le odiava e disprezzava.

 Elvira BANOTTI 

15 marzo 2001